Sentieri
vuole far conoscere ai giovani italiani
il sentierismo, promuovendone gli aspetti di attività sportiva per
tutti attraverso cui si può conoscere l'ambiente, il territorio,
la cultura delle comunità locali. Vogliamo mettere in contatto i
nuovi praticanti di tale sport con la cultura sportiva europea e
con quelle federazioni che sono maggiormente impegnate nella
promozione, tra i giovani, del sentierismo.
Continua la vendita dei prodotti genuini di Libera
Terra, dagli ulivi, dalle viti e dal grano lavorati sulle terre confiscate alla
mafia.
Questi i contatti
per avere i prodotti prima che esauriscano le scorte, per
riaffermare il proprio no al potere delle mafie e per portare sulla tavola olio
e pasta di ottima qualità
L'undicesima edizione della carovana e' partita il 20 settembre da Bari. Raggiungera' come prima tappa l'Albania, per poi spostarsi in Serbia. Di li' tornera' in Italia, attraversera' varie regioni e, in dicembre, si spostera' in Sardegna, da dove raggiungera' la Corsica, poi la Francia e il Magreb. Infine tornera' in Sicilia, dove si concludera' il 15 dicembre. I programmi dettagliati della Carovana
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Newsletter N° 104 - Calcio truccato - 17/02/2006
Newsletter N° 106 -
Ciao Bruno - 30/06/2006
Periodico di informazione di
http://www.buonconsumo.com
MW condanna la scelta delle autorità bavaresi di
abbattere il giovane orso bruno partito dal Trentino:
è una violenta dimostrazione di ignoranza.
E’ con sincero dolore che scriviamo queste righe per esprimere la nostra più dura condanna verso
l'operato di chi ha autorizzato e materialmente eseguito l'uccisione del giovane orso bruno nato
in Trentino nel parco Adamello-Brenta e spostatosi, alla ricerca di nuovi spazi, sino alla Baviera.
JJ1, questo il suo nome all’anagrafe, ma da tutti affettuosamente chiamato "Bruno", era ancora
un cucciolo e la sua barbara eliminazione non è in alcun modo giustificabile. Al contrario, è da
considerarsi come una drammatica dimostrazione d’ignoranza ed incredibile leggerezza da parte
delle autorità bavaresi.
Di fronte allo status di protezione di cui gode la specie e dell'importanza di ogni singolo
esemplare per il successo del Progetto di reinsediamento dell’orso nelle Alpi, questo gesto
appare come un’incomprensibile e violenta reazione ad un processo naturale che invece
andrebbe incoraggiato e protetto.
E’ doloroso dover constatare come i Bavaresi ed i Tirolesi, invece di festeggiare il ritorno
dell'orso dopo 170 anni di assenza dalle loro terre, abbiano voluto trasformare il normale
comportamento di esplorazione del territorio da parte di un giovane in un "comportamento
criminale" da punire con la più severa delle pene: la morte!
Non conoscendo bene le zone in cui si muove e la distribuzione delle risorse naturali, è
assolutamente normale che un giovane orso si avvicini agli insediamenti urbani e cerchi di
approfittare delle risorse maggiormente disponibili ed accessibili, quindi anche animali
domestici ed apiari.
Non è strano e non è da considerarsi una minaccia, ne sono piene le cronache di secoli di
testimonianze bibliografiche, altro che "reati" o "istinto omicida" di cui autorevoli personaggi si
sono riempiti la bocca. Il viaggio di Bruno a nord delle Alpi era un evento tranquillamente
gestibile con una semplice politica di informazione, rimborso e prevenzione dei danni, con
vantaggi collettivi generali sicuramente maggiori del senso di disgusto e vergogna che da oggi
abbraccerà chi avrà ancora voglia di recarsi in Baviera.
Morto "Bruno" il problema resta: fino a quando si accetterà il fatto che alla minima turbativa
dell'ordine costituito si debba intervenire con la forza e non con la comprensione del fenomeno
non ci saranno spazi liberi per il ritorno dei signori della foresta nelle Alpi e non ci sarà spazio
per l’uomo per ritrovare un po’ di umiltà e rispetto.
L'approccio verso il lupo in Francia, verso il lupo e la lince in Svizzera e verso l'orso in Baviera e
Tirolo sta conducendo alla sistematica eliminazione degli esemplari che colonizzano nuovi
territori. In modo non dissimile si tende ad agire nei Pirenei.
Mountain Wilderness continuerà ad impegnarsi affinché l'orso e le altre specie che costituiscono
il simbolo della resistenza della naturalità, all'interno di un paesaggio sempre più alterato e
sconvolto, possano ancora riuscire ad insediarsi nell'arco Alpino, nonostante tutta l'ignoranza e la
cattiveria di cui l'uomo si dimostra ancora capace. Continuerà ad impegnarsi affinché tutte le
nazioni che hanno firmato la Convenzione delle Alpi si attivino da subito per introdurre serie
politiche di comunicazione con le categorie potenzialmente a rischio ed adeguati, ma anche
innovativi, sistemi di prevenzione e rifusione degli eventuali danni causati da queste specie.
Non vogliamo più assistere a morti e fucilazioni annunciate ma sentire il brivido avvolgente della
foresta dove si aggira l'orso, perché un po’ di rispettoso timore serve anche a noi per tornare con
i piedi per terra e ragionare sul nostro futuro... ciao caro Bruno, calpesteremo i sentieri montani
anche per te…
Stefano Mayr, vicepresidente di Mountain Wilderness Italia
Perché
riteniamo che questa sia una sfida sbagliata IL PONTE SULLO STRETTO:
per il progresso
tecnologico. Non esiste ponte al mondo, stradale e ferroviario, ad
unica campata che superi i 1.100 metri. Allo stato attuale delle conoscenze un
ponte ad unica campata di 3.300 metri di lunghezza, come quello voluto dal
Governo, potrebbe essere costruito solo tra 100 anni.
per i conti
pubblici. Stime ufficiali prevedono che il traffico stradale previsto
nel 2032 sia di soli 18.500 autoveicoli al giorno, quando (se davvero si volesse
ripagare il ponte con i pedaggi) bisognerebbe garantirne perlomeno 100.000, con
le conseguenze prevedibili per le aree urbane di Messina, Villa San Giovanni e
Reggio Calabria; il traffico ferroviario è modesto ma le FS dovranno pagare una
gabella annua, quando il ponte andrà in esercizio, di 138 milioni di euro per
contribuire a ripagarlo e per garantirne gli elevatissimi costi di gestione.
per l’economia
del Sud. I 5 miliardi iniziali e i 138 milioni l’anno, per oltre 40
anni, potrebbero essere meglio impiegati per il potenziamento e l’ammodernamento
delle reti stradali e ferroviarie siciliane e calabresi, per la ristrutturazione
degli scali portuali e aeroportuali e per incentivare il trasporto via mare e
aereo di merci e passeggeri;
per il lavoro
nel Mezzogiorno. L’occupazione temporanea nei 7 anni di cantiere,
stimata dal Governo, è gonfiata del 100% e sarà richiesta manodopera ad alta
specializzazione che escluderà le maestranze locali mentre si nasconde che, a
regime, verranno tagliati centinaia di posti di lavoro tra gli addetti del
traghettamento.
per l’ambiente.
Con opere, cantieri, discariche e cave si devasta un habitat unico nel
Mediterraneo per la ricchezza della biodiversità e 11 tra siti di interesse
comunitario e zone di protezione speciale, tutelate dall’Europa; la qualità
della vita di decine di migliaia di cittadini che vivono sulle due sponde, sarà
compromessa definitivamente.
per il
territorio. Dicono che il ponte reggerà sismi anche elevati, ma solo il
25 % delle case di Messina e Reggio Calabria sono in sicurezza antisismica. In
caso di terremoto, le due città si trasformerebbero in due cimiteri.
I testi sono liberamente riproducibili
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