Sentieri
vuole far conoscere ai giovani italiani
il sentierismo, promuovendone gli aspetti di attività sportiva per
tutti attraverso cui si può conoscere l'ambiente, il territorio,
la cultura delle comunità locali. Vogliamo mettere in contatto i
nuovi praticanti di tale sport con la cultura sportiva europea e
con quelle federazioni che sono maggiormente impegnate nella
promozione, tra i giovani, del sentierismo.
Continua la vendita dei prodotti genuini di Libera
Terra, dagli ulivi, dalle viti e dal grano lavorati sulle terre confiscate alla
mafia.
Questi i contatti
per avere i prodotti prima che esauriscano le scorte, per
riaffermare il proprio no al potere delle mafie e per portare sulla tavola olio
e pasta di ottima qualità
L'undicesima edizione della carovana e' partita il 20 settembre da Bari. Raggiungera' come prima tappa l'Albania, per poi spostarsi in Serbia. Di li' tornera' in Italia, attraversera' varie regioni e, in dicembre, si spostera' in Sardegna, da dove raggiungera' la Corsica, poi la Francia e il Magreb. Infine tornera' in Sicilia, dove si concludera' il 15 dicembre. I programmi dettagliati della Carovana
Chi siamo
Il nostro “buonismo”
E’ oggi
in voga un buonismo all’italiana, in verità sempre esistito, fatto di
vigliaccheria e di opportunismo. Un colpo al cerchio e uno alla botte, coniugare
sempre il diavolo con l’acquasanta. Fra i Paradiso e l’Inferno scegliamo il
Purgatorio, che ci consente di non scegliere, di peccare con nonchalance in vita
ma che ci permette di pentirci in punto di morte. Non è questo il nostro
buonismo, e con questo buonismo non vogliamo avere nulla a che fare. Il
BuonConsumo è una precisa scelta di campo, contro i consumi dannosi alla salute,
fonte di sprechi e di danni ambientali, quei consumi che nascono dal bisogno di
ostentazione e di arroganza. Il Consumo Buono, che vorremmo si diffondesse nel
mercato, è il consumo che non danneggia la salute dei consumatori, che non
sporca l’ambiente e non degrada il territorio, un consumo che guarda in primo
luogo ai nostri bisogni e cerca di risolverli davvero, piuttosto che alimentare
una spirale perversa e frustrante di nuovi bisogni sempre più costosi e dannosi.
Cresce il nostro livello quantitativo di consumi ma la nostra qualità della vita
non migliora. Da qui l’esigenza di promuovere il BuonConsumo: vogliamo fare
qualcosa, qui e ora, per cominciare a vivere meglio. Stiamo cercando chi ci
sta
L’orticello di casa mia
Il
rifiuto del presente ha portato molti di coloro con i quali abbiamo interesse a
dialogare a costruirsi un piccolo ed esclusivo orticello nel quale cominciare a
sperimentare le proprie convinzioni. Associazioni e gruppi sono tantissimi e
tutti rigorosamente chiusi e diffidenti gli uni nei confronti degli altri.
Comprendiamo benissimo questa posizione! Chi di noi, nel privato, alle feste
chiassose e di “vetrina” che per lavoro è costretto a frequentare, non
preferisce un gruppo esclusivo di amici fedeli! Primum sopravvivere, deinde
divulgare: questo il motto che spiega il perché del nostro impegno.
A tutti quelli che hanno ormai da tempo creato il loro orticello vorremmo dire
che è giunto il momento di percorrere altre strade senza per nulla abbandonare
l’orticello che con tanta fatica è stato creato. L’orticello è la misura vera
della nostra forza, che poi vuol dire delle nostre competenze e della nostra
determinazione, deve quindi continuare ad essere il terreno specifico entro cui
ciascuno si misura quotidianamente alla luce dei propri interessi e delle
proprie scelte. E’ giunto il momento, però, a nostro avviso, di vedere se non
sia possibile costruire un livello diverso di comunicazione, che metta in
connessione i differenti “orti chiusi”, una struttura leggera e flessibile
attraverso la quale scambiare esperienze trasversali per raggiungere una
migliore capacità di divulgazione. E sottolineo, non di approfondimento
specialistico, che quello è il livello di approfondimento dell’Associazionismo
specifico, ma della divulgazione, dell’allargamento dello spazio di
comunicazione trasversale. Sui temi della salute, del benessere fisico, della
natura, della cultura dell’ambiente sono sterminati i campi entro i quali
professionisti e studiosi possono interagire con il pubblico per fare
divulgazione di alto livello, non volgarizzazione e banalizzazione, ma
divulgazione scientifica seria e qualificata. Questo, quindi, il nostro compito.
I tanti orticelli delle tante associazioni di settore possono e debbono vivere e
prosperare. A noi interessa dare loro una platea più ampia, fatta di soggetti
che da professionisti ed operatori possono essere convinti a modificare la loro
qualità della vita e ad accostarsi ai temi della salute e della natura con occhi
nuovi.
Un network per il “BuonConsumo”
L’esigenza da cui muove il progetto della Settimana del BuonConsumo è quella di
creare una rete, un network di associazioni, di imprese, ma soprattutto di
persone che siano interessate a promuovere iniziative per migliorare la qualità
della vita. La salute collettiva e la qualità della vita dei soggetti sono oggi
estremamente minacciate da troppi fattori di rischio. Su uno o tanti di questi
fattori possiamo dividerci abbracciando il pensiero di questo o quell’Autore.
Naturalmente non siamo agnostici, ma il nostro problema non è quello di
schierarci con questa o quella scuola di pensiero, quanto piuttosto di metterle
a confronto le soluzioni che da ciascuna vengono individuate. Non un forum di
discussione ma soprattutto un tavolo di proposta di soluzioni possibili,
immediatamente praticabili e che siano capaci di modificare il nostro stile di
vita. Un network di soggetti che stanno lavorando per l’ambiente e la salute
nella loro esperienza quotidiana e che, per questa ragione, sentono l’esigenza
di sapere cosa stanno facendo gli altri e come possono interagire con essi. Il
sito
www.buonconsumo.com è la sede in cui permanentemente questi soggetti
possono incontrarsi e scambiare i loro punti di vista. La Settimana del
Buon Consumo sarà l’appuntamento annuale per incontrarsi e migliorare il proprio
livello di comunicazione sulla base delle informazioni e delle notizie che si
potranno reperire in rete durante l’anno. La nostra NEWSLETTER farà da house
organ, da strumento di comunicazione permanente per quanti hanno voglia di
esprimere il loro punto di vista, ma soprattutto di dare notizia del loro
lavoro. La carne al fuoco è tanta ma, siamo certi, con l’aiuto di tutti, di
potercela fare.
Perché
riteniamo che questa sia una sfida sbagliata IL PONTE SULLO STRETTO:
per il progresso
tecnologico. Non esiste ponte al mondo, stradale e ferroviario, ad
unica campata che superi i 1.100 metri. Allo stato attuale delle conoscenze un
ponte ad unica campata di 3.300 metri di lunghezza, come quello voluto dal
Governo, potrebbe essere costruito solo tra 100 anni.
per i conti
pubblici. Stime ufficiali prevedono che il traffico stradale previsto
nel 2032 sia di soli 18.500 autoveicoli al giorno, quando (se davvero si volesse
ripagare il ponte con i pedaggi) bisognerebbe garantirne perlomeno 100.000, con
le conseguenze prevedibili per le aree urbane di Messina, Villa San Giovanni e
Reggio Calabria; il traffico ferroviario è modesto ma le FS dovranno pagare una
gabella annua, quando il ponte andrà in esercizio, di 138 milioni di euro per
contribuire a ripagarlo e per garantirne gli elevatissimi costi di gestione.
per l’economia
del Sud. I 5 miliardi iniziali e i 138 milioni l’anno, per oltre 40
anni, potrebbero essere meglio impiegati per il potenziamento e l’ammodernamento
delle reti stradali e ferroviarie siciliane e calabresi, per la ristrutturazione
degli scali portuali e aeroportuali e per incentivare il trasporto via mare e
aereo di merci e passeggeri;
per il lavoro
nel Mezzogiorno. L’occupazione temporanea nei 7 anni di cantiere,
stimata dal Governo, è gonfiata del 100% e sarà richiesta manodopera ad alta
specializzazione che escluderà le maestranze locali mentre si nasconde che, a
regime, verranno tagliati centinaia di posti di lavoro tra gli addetti del
traghettamento.
per l’ambiente.
Con opere, cantieri, discariche e cave si devasta un habitat unico nel
Mediterraneo per la ricchezza della biodiversità e 11 tra siti di interesse
comunitario e zone di protezione speciale, tutelate dall’Europa; la qualità
della vita di decine di migliaia di cittadini che vivono sulle due sponde, sarà
compromessa definitivamente.
per il
territorio. Dicono che il ponte reggerà sismi anche elevati, ma solo il
25 % delle case di Messina e Reggio Calabria sono in sicurezza antisismica. In
caso di terremoto, le due città si trasformerebbero in due cimiteri.
I testi sono liberamente riproducibili
- Il network del Buonconsumo è un idea di IRSEA